La ludopatia, o dipendenza dal gioco d’azzardo, è una piaga sociale sempre più diffusa in Italia e, purtroppo, le aree interne come il Sannio e, per quanto ci riguarda, l’Alto Tammaro, non ne sono immuni. In particolare, dalle prime osservazioni sul fenomeno, da parte del Centro d’Ascolto di Campolattaro, sembrerebbe che la ludopatia, in queste aree, assuma dei tratti propri, che richiedono l’attenzione di autorità locali, agenzie educative, operatori sanitari.

La Diffusione del Problema

I paesi dell’Alto Tammaro, come anche del Fortore, sono caratterizzati da una combinazione di fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare la dipendenza da gioco d’azzardo. La mancanza di attività occupazionali e di luoghi di socializzazione alternativi al bar di paese, insieme alla presenza di condizioni socioeconomiche svantaggiate, può portare le persone a cercare nel gioco d’azzardo una via di fuga o una speranza di guadagno facile.

In queste comunità, i luoghi di gioco, non si identificano con isolate sale slot o luoghi che centralizzano le scommesse, di per se, come vorrebbe la normativa, lontani dalle scuole. Purtroppo, le “macchinette mangiasoldi” e i dispositivi di lottomatica sono presenti nei luoghi comuni di incontro, dove non c’è distinzione tra attività orientate ai giovani e/o agli adulti, alle donne e/o ai bambini e i principali punti di aggregazione, a tutte le ore, possono trasformarsi in luoghi dove è possibile andarsi ad immergere nella distrazione del gioco. Accade, così, che la vulnerabilità di qualcuno potrebbe provocare conseguenze devastanti non solo sul piano personale, ma familiare ed economico.

Impatto sulla Salute e sul Benessere

La ludopatia è una patologia complessa che, oltre alle conseguenze di malessere sociale, può avere gravi conseguenze sulla salute mentale e fisica degli individui colpiti e di chi gli sta accanto. I giocatori patologici possono sperimentare ansia, depressione, problemi finanziari, e relazionali, compromettendo significativamente la loro qualità di vita. Inoltre, la dipendenza da gioco d’azzardo può facilitare altri comportamenti malsani (es. l’abuso di alcol) e illegali (es. furto, frode).

Le istituzioni sul territorio, compresa la Chiesa, sono chiamati a confrontarsi su questo fenomeno per provare ad elaborare un’azione congiunta d’intervento. Intanto, a Campolattaro, il Centro d’Ascolto Zonale, in rete con le risorse locali e la Caritas diocesana,  fornisce supporto alle persone che direttamente o indirettamente hanno a che fare con la ludopatia.

A tal proposito – sottolinea il responsabile del CdA – “la mancanza di consapevolezza tra i cittadini, la superficialità dei commercianti e la scarsa formazione degli operatori sociali, contribuiscono a sottovalutare il problema che viene ignorato, anche se, in molti casi, è sotto gli occhi di tutti”.

Strategie di Prevenzione e Intervento

Per affrontare la ludopatia nelle aree interne del Sannio, “è necessario lavorare in rete, coinvolgendo le amministrazioni comunali, i servizi sociali, l’associazionismo locale, gli operatori sanitari, le parrocchie, le famiglie stesse”. Il Centro d’Ascolto della zona Tammaro propone alcune strategie sulle quali confrontarsi:

Sensibilizzazione: promuovere la consapevolezza sui rischi associati al gioco d’azzardo e sull’importanza di chiedere aiuto.

Vigilanza: sul rispetto delle normative vigenti, con una particolare attenzione al coinvolgimento dei minori.

Supporto: accoglienza, ascolto e supporto per i giocatori problematici e per le loro famiglie.

Attivazione della rete sociale: sportello d’ascolto in rete con i servizi sociali, il SerD di riferimento (Telese), il Centro di Salute Mentale (Morcone).

Osservatorio: ricerche sul fenomeno nell’Alto Tammaro e valutazione sugli interventi.

Conclusione

La ludopatia rappresenta una sfida significativa per i paesi dell’Alto Tammaro, con conseguenze negative per la salute e il benessere delle persone coinvolte e, indirettamente, del territorio. Affrontare efficacemente questo problema richiede un impegno collettivo e un’azione concertata da parte di tutte le espressioni della società civile. Ancora una volta emerge l’importanza di camminare insieme, affinché attraverso l’ottimizzazione delle preziose risorse del territorio si possa promuovere una migliore qualità della vita.

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